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Dal 9 al 28 aprile 2022 – SCONFINAMENTI CREATIVI

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Dal 9 al 28 aprile Arte Borgo Gallery ospita la mostra “Sconfinamenti creativi”.  Le opere di tre grandi interpreti del panorama artistico contemporaneo: Vito Carta, Marie-Pierre de Gottrau, Eric Hubbes dialogano tra loro celando fili invisibili tra passione e creatività.

Un incontro che unisce tre differenti modalità interpretative che rappresentano l’esigenza di delineare tra segni e forme un racconto e un privato che diventa universale.

Vito Carta artista visivo, rielabora immagini da scatti fotografici. La produzione particolarmente personale dell’artista accompagnata da passione, ricerca e sperimentazione dà vita ad opere dalla grande forza e capacità evocativa.  La sua esigenza di una sempre maggiore espressività comunicativa si convoglia nella tematica stilistica della labilità dell’immagine e della realtà, sempre vissuta come ricordo autobiografico, ed in quella contenutistica, idealmente contrapposta, tutta volta all’esasperazione ‘violenta’ dell’emotività.

L’arte rappresenta per Marie-Pierre de Gottrau una consuetudine. Nasce in una famiglia di artisti, disegnare e dipingere sono sempre stati per l’artista una familiarità.  Attraverso l’olio, la tempera o l’acquerello, esprime la bellezza di un mondo quasi mistico in cui per Marie-Pierre l’importante è evidenziare il soggetto che deve essere rappresentato in modo che sia il più espressivo possibile.

Per Eric Hubbes l’arte fa parte di sé e del suo benessere. Il disegno e la pittura hanno accompagnato da sempre la sua vita. L’artista realizza opere utilizzando una tecnica multimediale prevalentemente fatta di acrilico, carboncino, pennarello e gesso. I suoi lavori possono essere considerati astratti, psichedelici ed espressionisti con un’espressione surreale. Nascono in una tempesta di pensieri ed emozioni che si manifestano in una danza di forme, colori, vibrazioni e pensieri che si esprimono in movimenti frattali e a spirale.

Dal 18 marzo al 7 aprile 2022 – NELLA GROTTA. IMMAGINI TRA SUONO E SENSO

Mostra personale di Roberta Pugno

La mostra si svolgerà da venerdì 18 marzo a giovedì 7 aprile 2022. 

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“Nella grotta. Immagini tra suono e senso” è il titolo della personale di Roberta Pugno a cura di Anna Isopo e Cinzia Folcarelli presso Arte Borgo Gallery di Roma. 

Nel percorso espositivo la “pittrice-filosofa – come l’ha definita Claudio Strinati – approfondisce il rapporto tra immagine e pensiero. La prima fonte della sua arte è il suono come “sentire interno” che nasce dalla biologia del corpo, il suono come “espressione sensibile del pensiero” (M. Fagioli). Non il suono percettivo, ma quello che si sente con la pelle, quello che proviene dall’affettività della voce. Quello che emerge, misterioso, dal silenzio della scrittura non razionale. 

La mostra, partendo da immagini visionarie legate alle prime forme di conoscenza (l’animismo, lo sciamanesimo, i miti), va verso realtà più interne e profonde in cui la linea (leggera o evidente, incisa o dipinta) assurge a protagonista gioiosa. Sta lì, tra suono, recettività, linea e colore, il senso del movimento interno e la vitalità della vita umana che l’artista vuole raccontare con la sua densa materia. Senso e sostanza, dice Roberta Pugno, che hanno la loro lontanissima origine nelle grotte rupestri dove, nella penombra, le donne dipingevano i loro “sogni ad occhi aperti”. 

Roberta Pugno, nata a Bolzano, laureata con Carlo Ginzburg, vive a Roma. Inizia l’attività espositiva a metà degli anni ‘80. Annovera al suo attivo oltre settanta personali, centocinquanta esperienze collettive sia a livello nazionale che internazionale e diciotto cataloghi. Sue opere sono presenti in Musei, collezioni pubbliche e private, sue immagini sono utilizzate come copertine di libri di filosofia e psichiatria (Moretti & Vitali), manifesti teatrali e CDE’ direttore artistico dell’associazione Ipazia Immaginepensiero Odv 

Dal 2 al 12 marzo 2022 – MULTITUDE

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Elemento distintivo di Multitude” titolo emblematico della nuova rassegna espositiva curata da Anna Isopo di Arte Borgo Gallery, è la moltitudine di linguaggi espressivi saldamenti connessi dalla lineare identità interiore” degli artisti.  

Pittura, fotografia, grafica, scultura e arte digitale definiscono un percorso espositivo complesso in cui si pone lattenzione sullespressività artistica e poetica di ogni singolo autore. 

La moltitudine di lavori traccia una linea molteplice, non frammentata, saldata dalla necessità di espressione come esercizio dellanima e della mente. 

Lesposizione diventa una rappresentazione evidente di armonia e singolarità, unestensione di relazione tra arte e vita, contenuto essenziale di ogni opera. 

La Fondazione Luciana Matalon nasce nel 2000 dalla volontà di dare vita a uno spazio pensato appositamente per la promozione, lo studio e la valorizzazione dellarte contemporanea. 

La Fondazione ospita nella sua ampia sede, mostre storiche e di artisti contemporanei di pittura e scultura e di fotografia. Organizza inoltre convegni e iniziative culturali, quali presentazioni di libri, conferenze, incontri, concerti di musica da camera e spettacoli teatrali.  

La mostra presso la Fondazione Luciana Matalon si svolgerà dal 2 al 12 marzo 2022.  

Per tutte le informazioni inviare una mail a info@arteborgo.it  

Dal 29 Gennaio al 10 Febbraio 2022 – SYNESTHESIA

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SYNESTHESIA un’esposizione internazionale che coinvolgere artisti orientati nelle varie espressioni dell’arte contemporanea, dall’astratto al figurativo dal surrealistico all’onirico, dalla scultura al disegno.

il titolo paradigmatico “SYNESTHESIA” è riferito proprio al principio sensoriale /percettivo nel coinvolgere più sensi. L’obiettivo della mostra è quello di concedere all’osservatore, un’esperienza che permetta di giovarsi dei propri sensi per riconsiderare ciò che appare.

Il Museo Francesco Gonzaga è il museo diocesano di Mantova. Inaugurato nel 1983, il Museo raccoglie significative e preziose opere d’arte – dipinti, sculture, oreficerie, tessuti, libri miniati, ceramiche, avori e persino armi ed armature – svolge opera di tutela, conservazione e promozione del patrimonio ecclesiastico.

Per partecipare scrivere a: info@arteborgo.it

Dal 21 al 26 Gennaio 2022 – SOLO PERSONALE di S. SARTI

SOLO PERSONALE di SIMONA SARTI

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Dal 21 gennaio Arte Borgo Gallery presenta la mostra personale di Simona Sarti dal titolo ”Solo personale”.

Sostanzialmente pittrice, Simona Sarti, artista romana tra le più note, entra nello spazio della tela con energia gestuale affrontando l’esperienza creativa come percorso interiore cercato tra lo spessore della materia usata nell’atto artistico tendenzialmente astratto di matrice informale. Colori acrilici e materiali altri, colle o foglia d’oro e d’argento, producono pigmenti brillanti, altre volte opachi e spenti nei quali risuona un suo profondissimo mondo interiore. L’artista è solita trovare tra le pieghe della realtà una spaccatura nella materia, identificando una luce che filtra nel buio denso del qui e ora e sa impadronirsene, trasformando il bagliore incerto in una fitta trama di autonoma immaginazione. Coniugando gesto e ponderazione, le sue opere si completano attraverso la sensibile relazione con il pubblico, realizzando un intreccio tra estetica ad etica che restituisce all’opera d’arte il suo ruolo di veicolo comunicativo tra individuo e collettività.     Floriana Mauro

Dall’11 Dicembre 2021 al 4 Gennaio 2022 – CHRISTMAS ART 2021 | V edizione

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Dall’11 dicembre 2021 al 4 gennaio 2022 Arte Borgo Gallery presenterà la V edizione della mostra “Christmas Art”. Come nelle edizioni passate anche quest’anno l’arte sarà protagonista nello spazio espositivo della galleria, nel cuore di Roma.

Roma oltre ad essere una città ricca di storia, arte e cultura è anche capitale dello Shopping ed è per questo che l’esposizione come ogni anno si prefigge di inserire l’Arte e la Cultura nel passaggio degli acquisti natalizi.

Opere di pittura, scultura, fotografia, grafica, arte digitale dialogheranno tra forma e materia, tra figurazione e astrazione alimentando un senso di partecipazione collettiva che regalerà all’ osservatore emozioni forzatamente placate dagli eventi recenti.

Gli artisti potranno fare richiesta di ADESIONE ENTRO E NON OLTRE IL 20 NOVEMBRE 2021 e richiedere le informazioni a info@arteborgo.it

Dal 27 Novembre al 10 Dicembre – I RINTOCCHI DELLA RIVOLUZIONE

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Il fil rouge che mette in relazione i lavori di Paul-Yves Poumay, spesso complessi e talvolta difficili da comprendere al primo approccio, è una dirompente astrazione, che con un afflato universalistico è in grado di avvolgere i fruitori, guidandoli nel complesso mondo dellartista, un mondo fatto di verità, intensità emotiva, contraddizione. Un mondo che rispecchia dunque la realtà attuale, con i suoi eccessi, i suoi colori vibranti, la sua inesauribile ricchezza di significato. Egli esplora liberamente tutte le sfumature coloristiche, tingendo i suoi dipinti di una vasta gamma di pigmenti, che spaziano dai toni più squillanti ad altri notevolmente più cupi e inquietanti. 

Paul-Yves Poumay si afferma quale eclettico interprete dellarte del futuro, unarte che si impegna attivamente nel sociale per combattere le ingiustizie e portare un rinnovamento capillare. È fatto tristemente noto che il sistema sia in gran parte corrotto e che spesso questo aspetto, anziché esser denunciato, venga insabbiato per lasciare limmoralità e la degenerazione libere di prosperare. Ma larte è un linguaggio libero e, in quanto tale, può permettersi il lusso di portare alla luce tematiche anche molto complesse e che dividono lopinione pubblica. La denuncia di Poumay nei confronti della società contemporanea non fa in tal senso alcuna eccezione e gli effetti della dilagante frenesia consumistica sono allorigine di gran parte delle opere facenti parte della sua produzione, esposte in questa sede a testimonianza di come il capitalismo non debba più essere considerato quale un modello al quale ispirarsi negli anni a venire. La critica nei confronti del sistema capitalista emerge con particolare chiarezza nellopera Colonial Past, manifesto del dramma africano. Un regno incontaminato occupa per intero lo spazio della tela, ma non esiste regno senza un re, qui rappresentato al centro del dipinto, decorato con i colori nazionali; egli non ha le fattezze di un uomo, ma piuttosto di un teschio, indossa un cappello tribale e ci viene presentato infilzato sulla lancia di un cacciatore, come simbolo di vergogna. Il suo è il sogno di un regno impossibile, in quanto lunico mezzo di difesa di cui dispone – lelefante che gli sta di fianco – è in realtà una mera illusione. Lelefante ha infatti sovvertito lordine del mondo e al re non è rimasto altro che un ideale. Ciononostante, il tutto è stato rappresentato sui toni del blu, il colore che simboleggia la forza sacra, dunque un messaggio di speranza per comunicare che anche la peggior forma di colonialismo, spesso fonte di vergogna per la società contemporanea, ha il potenziale per diventare il punto di partenza per un futuro culturalmente e socialmente ricco, equo e solidale. 

Il primitivismo evocato dalle opere di Poumay, memore dellArt Brut o Arte grezza, è la risposta dellartista alla crisi dellessere umano, tanto che dun tratto  nelle opere dellartista-filantropo – torniamo ad essere delle creature preistoriche, prive delle tecniche di sopravvivenza tipiche dellera contemporanea.  

Un sentimento simile è inneggiato altresì dalle sculture presenti in mostra, due delle quali rappresentano esseri umani spersonalizzati, dai tratti fisionomici indefiniti e misteriosi, che per tale ragione è possibile identificare tanto con se stessi quanto, al contrario, con un Mister Nobody” qualunque, citando testualmente il titolo di una delle sopraccitate sculture. Queste ultime, a dispetto della staticità che per definizione connota le opere scultoree, si animano, prendono vita, si dispiegano verso lo spazio circostante, entrando in dialogo con esso e prendendo parte attiva in un processo la cui parola dordine è, come afferma lo stesso artista, scomporre per poi ricostruireRicostruzione è proprio il concetto alla base della seconda parte della produzione artistica di Poumay, rappresentata da un gruppo di opere, presenti anchesse in mostra, in cui lartista rende piuttosto omaggio a tutto ciò che di buono conserva la nostra società. I Rintocchi della Rivoluzione, dal titolo di un articolo che lo scorso anno Erika Cammerata ha dedicato allartista belga, si condensano in questa specifica categoria di opere, le quali si fanno portavoce di un pacifico ma ferreo sommovimento. Sono infatti un invito al fruitore a comprendere quanto e fino a che punto larte possa contribuire nel veicolare messaggi spesso dimenticati. Trattasi di messaggi di speranza, compassione, amore e rispetto: per il prossimo, per la natura, per il regno animale. 

Nellinsieme, la produzione di Paul-Yves Poumay esposta in questa sede è evidentemente caratterizzata da un linguaggio istintivo, immediato, privo di formalismi e affettazioni. Si evidenzia una totale assenza di artifici accademici nellapproccio artistico, ma piuttosto luso di una avvincente spontaneità, rintracciabile nei tratti immediati e sciolti del suo linguaggio figurativo. Come ha dichiarato lo stesso artista, per lui creare è vita, è un bisogno irresistibile al quale non può rinunciare, ed il suo modus operandi ne è una sincera testimonianza. 

 

 

 

Martina Scavone 

Storica dellarte 

Dal 20 al 26 Novembre 2021 – REVERSE

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Arte Borgo Gallery ospita dal 20 al 26 novembre la mostra “Reverse” titolo emblematico che sottolinea la differenza espressiva tra due artisti internazionali Gavino Piana e Mònica Vilert.

La ricerca e l’espressione artistica di Gavino Piana e Mònica Vilert  invita al dialogo i fruitori facendo percepire il senso personale dei due artisti.  Nella produzione di Gavino Piana la rappresentazione reale di cose e luoghi è spesso una denuncia che viene esaltata dalle pennellate che diventano energia pura. Una passione quella di Gavino Piana che da sempre ha accompagnato la sua esistenza e che negli ultimi tempi riesce a vivere totalmente.

Mònica Vilert è un’artista con una propensione al disegno e alla pittura, germogliata dalla tenera età, proseguita con studi accademici. Le opere di Mònica Vilert scaturiscono da riflessioni profonde in cui forme piatte o volumetriche diventano indagine e conoscenza di sè stessa. I vari materiali utilizzati esaltano la ricercatezza delle sue opere.

Così i due artisti ci regalano le loro differenti interpretazioni esplorando la loro dimensione più intima.

Dal 6 al 18 Novembre – PAUSA. RESPIRO. EROS….BURP!

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Eros –burp, un unicum creativo nella vastissima produzione di Gianluigi Mattia, realizzato nel 2004 (con la collaborazione altamente tecnica e la grande sensibilità di Christian Paraskevas), affronta il problema ontologico per eccellenza, il mistero e la complessità della nostra esistenza attraverso il suo paradigma: il CORPO. Corpo come Totem, in grado di declinarsi a molteplici e diversamente intriganti Enigmi.

Il Video nei vari frammenti autoconclusi, come veri e propri capitoli, ci conduce nei luoghi originari, nel tentativo di svelarne la complessità e il mistero. Una ricognizione stupefatta e sensuale condotta dentro un tempo bloccato, metafisico.

I singoli eventi sono scanditi da un uso liberato della parola che Mattia declina in ossimoriche associazioni semantiche: “ Gattoenigma dei miei stivali “, “ Nanoflussi oceanici “, ecc. Loro tendono ad alleggerire questo gioco efferato dell’immaginario più disinibito.

Ad accompagnare la proiezione del Video l’evento propone l’esposizione di due Intonaci assistiti, una Tempera assistita, e un grande Disegno a grafite su carta intelata.

Gianluigi Mattia nasce a Torino laureandosi in Scenografia. Nel ’64 si trasferisce a Roma, dove tuttora vive e lavora. Già docente della cattedra di decorazione nelle Accademie di Bologna, Firenze, Roma.

Anche se molto coinvolto nelle vicende artistiche e sociali degli anni ’70 e ’80, si afferma sulla scena nazionale per una propria e forte identità di linguaggio e di ricerca, tuttora in atto. La sua instancabile visionarietà che estende alla scultura, in particolare a quella installativa, conferma comunque una sua forte adesione alla fisicità dell’immagine e del linguaggio, sfociando spesso in un linguaggio di contaminazione, richiamantesi al New-Dada statunitense, ma decisamente più italiano e europeo. La fisicità propria del suo linguaggio si conferma come peculiare e di grande emozionalità anche nel Disegno.

 

Dal 25 Ottobre al 4 Novembre 2021 – AEQUILIBRIUM

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Dal 25 ottobre Arte Borgo Gallery presenterà presso il Museo Crocetti di Roma la mostra dal titolo Aequilibrium. La mostra propone le opere di selezionati artisti internazionali che presentano opere di diverso significato ma con una comune riflessione sulla comunicabilità di ognuno.

Aequilibrium affronta il profondo rinnovamento dell’arte contemporanea collocando l’equilibrio tra due visioni contrapposte: l’astratto e il figurativo. Un equilibrio attraverso il quale si viene a rappresentare una trama di dialoghi tra i diversi linguaggi espressivi orientati a rappresentare le diverse esperienze della contestualità.

Racconti attraverso immagini in cui la ricerca artistica avviene osservando la realtà quotidiana. Interpretazioni astratte spinte dalla necessità interiore di nuove sperimentazioni in cui ogni elemento esprime intensi significati.

La prestigiosa sede del Museo Crocetti farà da cornice alle complesse opere dal 25 ottobre al 4 novembre 2021.

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